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Roots-in. Italia scommette sul turismo delle radici

A Matera, in Basilicata, il primo grande evento nazionale dedicato al “turismo di ritorno” dimostra come gli 80 milioni di italo discendenti rappresentino non solo una grande opportunità economica, ma anche un importante patrimonio di relazioni e identità

Il 20 e il 21 novembre, Matera è stata la protagonista della prima edizione di Roots-in, Borsa Internazionale del Turismo delle Origini.

La città simbolo di una parabola ascendente nel settore del turismo, da “vergogna nazionale” a patrimonio mondiale dell’umanità e capitale europea della cultura, è pioniera nell’aver identificato la crescente domanda di un promettente settore della filiera turistica, quello del cosiddetto turismo delle radici.

Si stima che oggi il mercato potenziale del turismo delle origini sia rappresentato da 80 milioni di discendenti di italiani, anche di seconda e terza generazione, che mantengono un forte legame con il Belpaese.

Organizzato dalla Regione Basilicata e dall’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, in collaborazione con ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo  – con il supporto della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il progetto ha riunito rappresentanti istituzionali di 11 regioni italiane, stakeholders pubblici e privati, esperti del settore del turismo, 50 tour operator provenienti dal Brasile, Argentina, Canada, Messico, Stati Uniti d’America, Regno Unito, Danimarca e Spagna e anche 200 seller da ogni parte d’Italia.

Nel corso di due giornate intense tenutesi al centro congressi UnaHotels MH, lo stato dell’arte e le prospettive del settore del turismo dell’origine sono state al centro di un dibattito che ha fatto riferimento anche a due progetti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) dedicati al turismo delle origini e ai borghi italiani.

Si è cercato di definire una roadmap per l’incoming del turismo di ritorno, un modello di turismo sostenibile che possa anche ripopolare e creare opportunità economiche nelle aree interne del paese.

Ricordando le numerose attività intraprese dalla Regione Basilicata in materia di promozione turistica e la leadership di Matera in termini di qualità dell’accoglienza turistica, il suo presidente, Vito Bardi, ha sottolineato che Roots-in “non è un’iniziativa estemporanea, ma un progetto concreto e programmatico che parte dalla Basilicata ed è al servizio di tutta l’Italia”.

Carmine Cicala, Presidente della Commissione Lucani nel Mondo, ha evidenziato il ruolo fondamentale delle circa 140 associazioni e federazioni di italiani nel mondo come osservatorio per intercettare un crescente flusso di persone desiderose di scoprire le proprie radici.

In questo percorso di recupero della memoria delle famiglie italiane sparse per il mondo, sarà necessario, come dichiarato dal sindaco di Matera, Domenico Bennardi, investire nell’attrattività dei borghi e nella digitalizzazione di archivi e uffici anagrafici.

Antonio Nicoletti, direttore generale dell’APT Basilicata, ha esposto alcuni dati relativi a questo tipo di turismo molto legato alle emozioni. Nel 2018, circa 10,4 milioni di viaggiatori sono arrivati in Italia alla ricerca delle proprie origini, generando un flusso economico pari a 4,9 miliardi di euro. Sono soprattutto giovani con età compresa tra i 25 e 34 anni.

Durante la prima giornata di Roots-in, particolare attenzione è stata dedicata ai paesi che concentrano un grande numero di oriundi: Brasile e Argentina, rispettivamente con 32 e 27 milioni di persone con origini italiane, Stati Uniti d’America con 20 milioni e Canada con 2 milioni.

Nel caso specifico del Brasile, gli italiani rappresentano il 15% della popolazione e tra gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), la maggior parte è originaria del Veneto, del Lazio, della Lombardia e del Trentino-Alto Adige.

In Canada, la comunità italiana è quella dell’Ontario ove si registra una forte presenza di persone originarie dalla regione Calabria, mentre negli Stati Uniti d’America è già una realtà la presenza di diversi operatori turistici specializzati nei cosiddetti “heritage tours”.

La seconda giornata di Roots-in è stata incentrata sugli incontri BtoB tra rappresentanti dell’intero settore ricettivo turistico italiano e buyer internazionali.

Come anticipato da Giovanni Maria de Vita, Responsabile Turismo delle Radici DGIT MAECI, il 2024 sarà l’anno dedicato al turismo delle radici. In vista di questo importante appuntamento, il Ministero degli Affari Esteri prevede una serie di iniziative come il Passaporto delle radici e incentivi per venire in Italia. Va ricordato, però, che questo enorme mercato non deve essere considerato solo sotto l’aspetto economico, ma come un grande patrimonio di relazioni, di storie e identità.  

Considerato il successo dell’evento e la capacità della regione Basilicata come laboratorio nazionale per il turismo delle origini, è stata confermata dal direttore dell’APT, Antonio Nicoletti, l’organizzazione della seconda edizione di Roots-in il 20 e 21 novembre 2023.

Per ulteriori informazioni:

www.roots-in.com

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